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Ezzelino al cinema

Se la letteratura e la pittura hanno trovato continuamente suggestione dalle vicende ezzeliniane, molto meno sensibile si è dimostrato il cinema.
Poche infatti le apparizioni del condottiero veneto sul grande schermo e praticamente mai occupando la scena da protagonista.
Due lavori vanno senz’altro citati (nell’attesa di un più attento censimento) come momenti più importanti della “carriera cinematografica” del signore da Romano.
Si tratta de “La congiura del capitano di Venezia” del 1951 per la regia di Gianni Puccini e del film “Antonio di Padova” del 1949, diretto da Pietro Francisci, in cui Ezzelino da Romano era interpretato da un altro mito: Aldo Fabrizi.



Antonio di Padova

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La moglie di un giovane pittore romano, scomparso in guerra, va in Chiesa col figliolo Fernando, in un giorno d'aprile, e pregando s. Antonio da Padova, invoca il ritorno del marito. Dopo qualche tempo, il pittore improvvisamente ritorna. Ferito alla testa, aveva perduto la memoria, quando nello stesso giorno d'aprile, in cui la moglie aveva invocato S. Antonio, l'aveva ricuperata. Un giorno, dopo un doveroso pellegrinaggio alla Basilica del Santo, Fernando sfoglia un libro dedicato a S. Antonio. La lettura rievoca le scene e le immagini della vita del Santo. Antonio manifesta al padre il suo proposito di farsi religioso; viene a contatto coi primi seguaci di S. Francesco che lo inducono a farsi francescano; va missionario nel Marocco; si ritira nell'eremo in meditazione e preghiera. Ecco l'episodio dell'ubiquità: ecco la conversione di Ezzelino. Questi episodi si intrecciano con le scene della vicenda moderna, animata dal dissidio dei genitori circa i sentimenti religiosi di Fernando. Al transito del Santo segue una scena della Basilica di Padova, dove madre e padre ascoltano l'organo suonato dal figlio.

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Il capitano di Venezia

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La Repubblica di Venezia si fa mediatrice di pace tra Verona e Vicenza, i cui rispettivi signori si sono lungamente combattuti. La pace sarà suggellata dal matrimonio tra Ezzelino, il feroce signore di Verona, e la bella sorella del signore di Vicenza. La ragazza, però, è innamorata di un prestante cavaliere, nelle cui vesti si cela il misterioso Capitano di Venezia, ma non può opporsi al volere del fratello e dovrà subire le aborrite nozze. Ma ai due tiranni le feste nuziali offrono l'occasione di nuovi tradimenti. Il signore di Verona, circondato da un forte manipolo d'armati, travestiti da giocolieri, s'avvia al banchetto nuziale, che, nei propositi dell'ospite, dovrà essere una micidiale imboscata. Il Capitano di Venezia, ben deciso ad impedire ad ogni costo il matrimonio, s'è travestito da giocoliere e fa parte del seguito di Ezzelino. Durante il banchetto scoppia una zuffa feroce: il Capitano coglie l'occasione propizia e rapisce la fanciulla amata, portandola in un luogo sicuro. Non si parla più di matrimonio, riprende invece la serie degli scontri, delle battaglie, finché i due contendenti decidono di scendere a singolar tenzone. Nel duello Ezzelino uccide il signore di Vicenza; ma il Capitano, forte del nome della Serenissima, affronterà e vincerà, a sua volta, il feroce Ezzelino.

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Ezzelino: condottiero e leggenda

La visione di un territorio forte e unito
La capacità di sfidare ogni autorità e ogni limite
La leggenda di un uomo
maledetto perché libero
Perché capace di immaginare, per primo, la regione veneta.

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Comune di Romano d'Ezzelino
La patria di Ezzelino
Associazione Castrum Soncini
Associazione Culturale
Academia Sodalitas Ecelinorum
Associazione storico-culturale
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AL CENTRO STUDI EZZELINO LO “SCUDETTO” DEI MEDIEVALISTI

Il Centro Studi Ezzelino da Romano riceve il Premio Italia Medievale e i complimenti e del mondo delle istituzioni e della cultura di tutto il Veneto, a partire dal Ministro Giancarlo Galan

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