L’aveva annunciato nel 2006, al suo debutto editoriale: "Arkhesya: gli albori", silloge di tre racconti, costituiva il prologo di una saga ben più articolata che andava prendendo forma. E oggi arriva il romanzo, “La stirpe di Gatra”, in cui il bassanese Demetrio Battaglia sfoga la sua passione per il fantasy. Il libro sarà presentato dall’autore, assieme al giornalista e scrittore Alessandro Zaltron, al Salone internazionale del libro di Torino domenica 16 maggio alle 14 in Piazza Italia: l’editore, Nadia Camandona, leggerà alcuni passi dell’opera, mentre l’arpista Enrico Euron e la cantante Anne-Gaelle Cuif si produrranno in brani ispirati alle atmosfere celtiche del libro.
Agli inizi degli anni 2000 era nato, dalla fantasia di Battaglia, il mondo di Arkhesya, terra conquistata in tempi remotissimi da una razza magica: la popolazione dei Dealantiti. Questa razza dai grandi poteri governava Arkhesya, ma nel massimo dello splendore, a causa di una catastrofe, i Dealantiti furono quasi completamente annientati. Dalla rovina nacque un nuovo mondo, dove differenti etnie vivevano in pace, seppur minacciate dai malefici stregoni della fortezza di Magogur.
Nel nuovo libro la situazione di Arkhesya è cambiata. Sono passati centinaia di anni da quando la maga Gatra aveva sconfitto l’esercito degli stregoni neri per poi far perdere le proprie tracce. Ora le forze del male sono tornate per mettere a ferro e fuoco l’intera Arkhesya. Mentre i maghi bianchi di Archemur organizzano la resistenza, il giovane Dhyan, discendente di Gatra, compie un viaggio iniziatico attraverso territori sconosciuti. Con l’aiuto di alcuni compagni coraggiosi e del mago Fohat, Dhyan dovrà ricostruire la storia della maga per prendere coscienza dei propri poteri e fermare l’avanzata degli stregoni. Scampato agli agguati di molti nemici, potrà finalmente affrontare il mistero della fortezza di Brast, avvolta da un’antica maledizione, e fronteggiare il malvagio Nergalor Madhu. «Ho scelto la forma del fantasy per raccontare le mie storie - spiega Demetrio Battaglia - perché in questo genere, aiutato anche dallo studio della filosofia, ho potuto riscontrare come alcuni temi fondamentali siano proprio quei valori che nella società attuale, destrutturata e frammentata, non esistono più o perlomeno hanno subito dei mutamenti così profondi da diventare quasi irriconoscibili. È mia intenzione rispolverare quel principio umano che ci fa sentire cosa è bene e cosa è male, con la sicurezza che il lettore, fino a quando girerà l’ultima pagina, sentirà di stare dalla parte del bene e, una volta tanto, di poter vincere».
(da Il Gazzettino, 15 maggio 2010)
Il mondo di Arkhesya
Una terra conquistata in tempi remotissimi da una razza dai grandi poteri magici, la popolazione dei Dealantiti. Nel periodo di massimo splendore, a causa di una catastrofe, i Dealantiti vengono quasi completamente annientati. Da questa rovina nasce un nuovo mondo dove differenti etnie vivono in pace, seppur minacciate dai malefici stregoni della fortezza di Magogur.
La Stirpe di Gatra
Sono passati centinaia di anni da quando la maga Gatra ha sconfitto l'esercito degli stregoni neri per poi far perdere le proprie tracce. Ora le forze del male sono tornate per mettere a ferro e fuoco l'intera Arkhesya. Mentre i maghi bianchi diu Archemur organizzano la resistenza alla guida dei popoli di Arkhesya, il giovane Dhyan, discendente di Gatra, compie un viaggio alla ricerca della propria identità attraverso territori sconosciuti. Con l'aiuto di alcuni compagni coraggiosi e del mago Fohat, Dhyan dovrà risoctruire la storia della maga per prendere coscienza dei propri poteri e fermare l'avanzata degli stregoni. Scampato agli agguati di molti nemici, potrà finalmente affrontare il mistero della fortezza di Brast, avvolta da un'antica maledizione, e fronteggiare il malvagio Nergalor Madhu.







