
Fine settimana in terra lombarda per il Centro Studi Ezzelino da Romano, ospite degli amici dell’Associazione Castrum Soncini, già partner dell’ente veneto nell’organizzazione del Premio Letterario Nazionale dedicato al condottiero.
Nel borgo cremonese il Centro Studi ha partecipato al Salone “Medioevo Quotidiano”, presentando non solo la propria attività di divulgazione della storia del Duecento, ma anche della realtà del territorio pedemontano veneto ezzeliniano. Con la collaborazione dell’Istituto Agrario “Parolini” di Bassano del Grappa e dell’Associazione Conca d’Oro infatti, il Centro Studi Ezzelino ha portato lì dove è morto il più noto dei da Romano, alcune delle peculiarità della tradizione enogastronomica del territorio bassanese.

«È nostro impegno – spiegano i responsabili del gruppo ezzeliniano – far sì che la storia che lega insieme il grande territorio che va dal fiume Livenza all’Oglio, possa essere motore per iniziative di promozione di tutte quelle eccellenze che questo territorio ha saputo e sa produrre. Ezzelino in questo modo è strumento per riconoscere una profonda unità all’interno del territorio che fu teatro della prima signoria italiana e della prima unificazione politica dell’area veneta. In tal senso deve essere intesa l’amicizia con il territorio Cremonese e con Soncino (e in particolare con l’associazione presieduta da Fabio Maestri), ma anche la missione che si pone il Centro Studi Ezzelino nei confronti di ciò che di più autentico sa offrire il nostro territorio. Per questo – continuano i rappresentanti del Centro – ci preme ringraziare l’Istituto Agrario Parolini e la Cooperativa Sociale Conca d’Oro, perché hanno capito che questa operazione, prima di qualunque intento commerciale, assume un valore e un messaggio importante: unire la propria attività, sociale e didattica, alla storia, alla cultura, allo spirito stesso del territorio.
«La terra che fu di un solo uomo ora è la nostra terra. Riconoscersi parte di questa storia e riconoscersi parte di questo territorio significa creare una ricchezza che nessuna crisi saprà mai intaccare, perché costruita su valori autentici».







