


Nel segno di Ezzelino, Romano torna capitale del medioevo
Migliaia di persone, qualcuno ne ha contate 7, altri addirittura 10mila persone. Quello che è certo è che in tantissimi si sono dati appuntamento in Villa Negri, a San Giacomo di Romano d’Ezzelino, nell’ultimo fine settimana di settembre per qualcosa che è stato più di una rievocazione del 750° anniversario della morte di un uomo leggendario.
Qualcosa di più perchè una macchina organizzativa che ha coinvolto quasi 250 volontari, che ha visto, nella sua serata conclusiva, anche la partecipazione dell’Europarlamentare Lia Sartori e dell’Assessore provinciale Costantino Toniolo, non può essere catalogata solo come “una festa”. Quello che Romano d’Ezzelino ha dimostrato, organizzando un evento grandioso e unendo forze e idee è stato qualcosa che va oltre. Il successo dell’appuntamento è stato la dimostrazione che Ezzelino appartiene a ad una comunità intera, che egli è nel sangue di gente del pedemonte.
Nome di Ezzelino si sono visti, nella “sua” Romano, un convegno storico-militare con Ambrogio Macchi e Leonardo Pianezzola, una rievocazione teatrale a cui hanno assistito più di mille persone in due repliche, una intera giornata di mercato medievale, con saltimbanchi, giullari, mangiafuoco, armigeri, sbandieratori, figuranti in rigorose ricostruzioni del Duecento pedemontano.
Tre giorni insomma, durante i quali Ezzelino non è stato celebrato: Ezzelino è stato vissuto.
Perché, come ha detto il vicesindaco Remo Seraglio, “Ezzelino ha lasciato un segno, fa parte della nostra coscienza civile e della nostra memoria storica. Per quanto vituperato e messo in ombra da tanta storiografia, Ezzelino è e resta patrimonio di queste contrade, incendiate dalla sua ferocia, ma anche rese consapevoli della loro profonda unione”.
La regione veneta fu immaginata allora, da un uomo solo, capace di giocare la sua partita su uno scacchiere internazionale: arriveranno molto tempo dopo, quasi due secoli più tardi, Venezia e il leone di San Marco.
Ma Ezzelino era un demonio, un tiranno e un ambizioso signorotto in un’epoca oscura?
Non si è voluto compiere un atto di revisionismo storico, ma sottolineare come, a 750 anni dalla sua morte, restino alcuni aspetti che fanno parte del nostro patrimonio: un principio, una visione e una suggestione.
Il principio di un territorio unito e compatto al suo interno, la visione di una grandezza che il Veneto non ha mai più raggiunto dopo la sua morte; la visione che questo territorio, da Treviso a Verona, da Belluno a Padova, potesse essere unito e forte e centrale nella politica europea.
Da ultimo, una suggestione che riguarda il suo mito. Una leggenda narrata da Dante Alighieri a Oscar Wilde, da Ariosto ai romanzi di Marco Salvador.Per questo è insensato chiedersi se Ezzelino fosse buono o cattivo. Un diavolo come vollero vederlo i guelfi o un santo, come chiesero i ghibellini (condannati per eresia per questa istanza di beatificazione), inutile perché indignarsi per la sua cattiveria significa omologazione alla cultura dominante, celebrarne le virtù sarebbe anticonformismo fine a se stesso.
Ezzelino va conosciuto, spiegato, raccontato, perché egli è la nostra terra, la nostra terra e la nostra memoria.
Venerdì 25 settembre 2009
Titolo:Una facella che fece a la contrada un grande assalto: Ezzelino e l’arte della guerra
Svolgimento delle manifestazioni:
20,00 Accampamento Medievale
Attività didattico - informativa a cura della Masnada de Pedemonte.
20,30 Presentazione evento
Apertura delle manifestazioni per i 750 anni della morte di Ezzelino III.
21,00 Incontro–seminario sulle armi medievali da assedio e difesa create e raccontate, da Ambrogio Macchi (Associazione Colmel dei Tori)
con il contributo di Leonardo Pianezzola in riferimento alle vicende militari di Ezzelino da Romano.
22,30 Ezzelino e la congiura di Padova
Spettacolo notturno: assalto alla torrazza, con armi d’assedio e difesa, combattimenti di armigeri e arcieri..
Sabato 26 settembre 2009
Titolo: Anno Domini 1259: Ezzelino, la leggenda.
Svolgimento delle manifestazioni:
20,00 Accampamento Medievale
Attività didattico - informativa a cura della Masnada de Pedemonte.
Mostra armi da assedio a cura dell’Associazione Colmel dei Tori.
21,00 Anno Domini 1259: Ezzelino, la leggenda.
Rievocazione storico teatrale del leggendario Ezzelino III da Romano.
Domenica 27 settembre 2009
Titolo: Ezzelino III ritorna a Romano.
Svolgimento delle manifestazioni:
11,00 Accampamento Medievale Attività didattico - informativa a cura della Masnada de Pedemonte.
Mostra armi da assedio, a cura dell’Associazione Colmel dei Tori.
Momenti di vita medievale, tra pietanze e intrattenimenti con mangiafuoco, giullari e giocolieri.
11,00 Mercato Medievale
Oltre trenta bancarelle ed espositori in un suggestivo mercato medievale aperto fino a sera.
14,30 – 18,30 Momenti di vita medievale combattimenti, spettacoli, intrattenimento con il gruppo i Grifoni Rotolanti,
gli Sbandieratori degli Ezzelini, musici, mangiafuoco, giocolieri e giullari.
19,30 Cena medievale alla corte di Ezzelino: quadro storico e culinario.
A tavola come nel Medioevo, con menù tipico dell’epoca ezzeliniana rivisitato in chiave moderna. Ambientazione medievale con intrattenimenti di musici, mangiafuoco, giocolieri e giullari e con animazione teatrale a cura del Teatrino delle Pulci.
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“Ezzelino: condottiero e leggenda”
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La leggenda di un uomo
maledetto perché libero
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